Torcinelli o Ghiommarell?

Ghiommarell, Gniummarelli, gnummareddi , gnumridd, nghiemeridde,  mille nomi ingarbugliati per questa delizia tipica di Basilicata, Puglia e Molise, una delle prelibatezze più ricercate dai buongustai di tutto il mondo. I nomi che derivano dal latino “glomu, glomeris” cioè gomitolo ne ricordano la forma. Mentre “Torcinello”, turcinieddhri e Turcinieddi che deriva dal verbo “torcere” significa “piccolo attorcigliamento.

torcinelli

Questa sopraffina prelibatezza si prepara utilizzando le interiora di agnello o capretto. Si tagliano a striscioline più o meno di 5 cm il cuore, il fegato, il polmone e rognone ben puliti e lavati e si stringono insieme, arrotolandoli prima nella reticella che ricopre il fegato e poi, si avvolge il tutto con del budello di agnello o capretto lattante  insieme ad aromi vari tra cui alloro, prezzemolo, aglio, semi di finocchio selvatico,pepe, ecc…

In altre regioni del Sud Italia come la Sardegna vengono chiamati “sa corda” mentre in Sicilia “Stigghiola“.

Il piatto viene cucinato alla brace o sulla piastra e appena li si assaggia il sapore accende le papille gustative e si rimane conquistati! Chi li assaggia non riesce più a farne a meno! Infatti ad onor del vero, gli gniummarelli rappresentano per il turista un piatto tipico molto ricercato. In Basilicata, sono un piatto della tradizione, che nella cucina domestica non può mancare. In quasi tutte le sagre in cui viene proposto, occupa un posto d’onore tra le griglie, che puntualmente vengono circondate dai turisti, pronti a gustare un piatto dal sapore antico ed unico. Da non confondere con i marretti che hanno dimensioni maggiori e preparazione diversa, gli gniummarelli sono un vanto per la nostra regione.

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