Maratea: Città tra cielo e mare

Uno dei comuni simbolo della Basilicata, definita la perla del Mediterraneo, è il solo comune della regione a “bagnarsi” nel Mar Tirreno.

Maratea con il suo territorio sospeso tra cielo e il mare è una delle località più belle e gettonate della Basilicata.

La costa frastagliata ricca di insenature e scorci mozzafiato conquista i sensi al primo sguardo. L’azzurro del cielo che si fonde con il blu del mare è un richiamo irresistibile per viaggiatori di tutto il mondo. Le acque cristalline di  Maratea le hanno fatto conquistare il titolo delle Cinque Vele assegnate da Legambiente e Touring Club e con la conferma del 2013 continua ad essere tra le quattordici località turistiche più belle d’Italia, in cui passare le vacanze. La statua del Cristo redentore, sul monte San Biagio, è per i fedeli e per gli amanti delle viste panoramiche, un altro buon motivo per raggiungere questa splendida località.

maratea-cristo

Le spiagge libere:

Di seguito un breve elenco delle spiagge libere del comune di Maratea;

Prima su tutte la bellissima e caratteristica Spiaggia Nera,  una spiaggia costituita da una sabbia molto scura da cui deriva il nome. L’ampia spiaggia è molto caratteristica e con il sole di agosto sono d’obbligo le ciabatte altrimenti ci si ustionano i piedi. Situata di fronte l’isola Santo Janni ha una grotta chiamata della Sciabella con un buco sulla vota da cui filtra la luce.

Posta tra bellissime formazioni di roccia bianca troviamo la Spiaggia d’a Scala. Una piccola spiaggia a cui un tempo si accedeva da una scalinata scolpita nella roccia, che fu spazzata via da una violenta mareggiata. Sul lato destro, avendo il mare di fronte, si apre una grotta in cui dei giochi di luce particolari si possono osservare immergendosi al suo interno.

La più frequentata di tutte è invece la spiaggia Calaficarra, o spiaggia di Santa Teresa oppure cala ‘ì don Carlo, molto ampia, un tempo divisa in tre , che ora sono diventate una con l’azione erosiva del mare. La spiaggia è costituita da ghiaia mista a ciottoli scuri e dato il facile accesso è una cornice perfetta per gli innamorati che in inverno cercano un luogo magico e romantico da esplorare. Piccole grotte sul lato settentrionale, si aprono sotto il costone roccioso e dalle fessure che le caratterizzano è possibile osservare il mare, da una prospettiva molto suggestiva e romantica. In fine lo scoglio del Falchetto posto al centro della spiaggia offre rifugio ad una colonia di Falchi Pellegrini che volteggiano maestosi nei cieli di Maratea.

La graziosa e piccolissima spiaggia di Valle dell’Acqua è in realtà una piccola rientranza tra la punta del Citrosello e la punta di Caino, dove troviamo la torre Caina, chiamata così a causa di un fratricidio. Incastonata tra le rocce è un punto incantevole dove rilassarsi in tranquillità sempre se si torva posto.

In fine l’ultima “spiaggia” che incastonata tra le rocce offriva e offre ancora ai pescatori locali la ‘possibilità di raccogliere polpi e molluschi di vario genere.  La spiaggia del Porticeddu è la più vicina alla splendida  grotta d’a Judia.

Se non è abbastanza, sono molte altre le spiagge libere e non lungo la costa. Situate nelle varie frazioni di Maratea forniscono al turista servizi  e comodità a seconda della necessità.

Il porto

La spettacolare disposizione e l’alta classe che lo frequenta, hanno fatto diventare questo luogo, uno dei più gettonati  e apprezzati posti del Golfo di Policastro.  Ristoranti e locali per tutti i gusti animano le serate di questo paradiso incastonato tra le montagne, con il Cristo Redentore che maestoso ma discreti si erge a protezione dei fedeli. Molti  gli eventi organizzati nella bella stagione, tra Marajazz, Marateatro, Maratea Musica Festival e da non perdere il “Premio Caseus” dove i formaggi migliori d’Italia si sfidano nello splendido contesto.

Il porto di Maratea è situato nella parte orientale del golfo di Policastro, è protetto da due moli frangiflutti , quello Nord , lungo 275 m ad angolo e il molo Sud lungo 260 m posizionato verso ovest/nord-ovest.  Un secondo molo è posto all’interno del Porto , direzionato verso Ovest/Sud-Ovest presenta comodi pontili galleggianti con pavimentazione in legno. Per l’accesso via mare si consiglia l’entrata Nord-Ovest poiché per chi non è esperto del posto dall’entrata Est si può avere l’illusione ottica di una parete ininterrotta del molo.

L’accesso per via terra invece è molto semplice e ampi parcheggi sono disponibili avanti e dietro la banchina. Molte le linee di autobus che arrivano al porto, che è così ben collegato ai paesini limitrofi. I servizi sono quelli classici dei porti e sono presenti anche la stazione della Guardia Costiera e l’ufficio Postale.

La statua del Cristo Redentore

Alta circa 22 metri è la terza per grandezza tra le sculture dedicate al Cristo in Europa e la settima al mondo. Realizzata dall’artista fiorentino Bruno Innocenti è per citare una sua frase “non un urlo dal mare verso le valli, ma un pacato richiamo ad accogliere e a raccogliere, a rinfrancare la speranza” questa frase sintetizza in maniera superba le intenzioni dello scultore, che cercava  un modo maestoso ma semplice di manifestare la speranza della rinascita indicata dal redentore. La statua si erge sul costone roccioso più alto del monte San Biagio a più di 600 metri di altezza, quasi a picco sul mare. Da lassù il panorama è spettacolare, e nelle giornate più serene oltre a tutto il golfo di Policastro è possibile vedere anche Stromboli. La scultura è stata costruita con una leggera curvatura in avanti in modo da sembrare, vista da lontano, rivolta verso il mare. In realtà lo sguardo è rivolto verso l’entroterra e la basilica di San Biagio.

Curiosità:

Una volta completata la statua non venne inaugurata a causa delle ostilità presenti in comune tra le liste che governavano all’epoca. Ma nonostante tutto è diventata per la sua magnificenza uno dei simboli della Basilicata.

Alle spalle del Cristo è posta una piccola lapide, con caratteri a rilievo, che recita in latino:

« Deo Gratias Agens / Stephanus Rivetti / Valcervus Comes / Hoc Simulacrum / Posuit / A. D. MCMLXV »

Tradotto in Italiano:

« Fautore della grazia di Dio / Stefano Rivetti / conte di Val Cervo / questo simulacro / pose / anno del Signore 1965 »

La rappresentazione del volto del Cristo, è molto diversa da quella classica, infatti, ha i capelli corti, con la barba appena accennata. Le braccia sono rivolte al cielo, con il braccio destro leggermente più in alto del sinistro in un gesto che richiama la preghiera del Padre Nostro. Il piede sinistro sporge dalla tunica e la statua si erge direttamente dal terreno senza alcun piedistallo

Dove dormire
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Come arrivare
Maratea è raggiungibile in auto, in treno, e persino in aereo poiché si trova tra gli aeroporti di Napoli e di Lamezia Terme, ben collegata anche con gli autobus che la collegano alle regioni limitrofe al capoluogo e alle altre località della Basilicata.

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