La riserva regionale dei Calanchi.

I Calanchi: uno spettacolo da non perdere.

Lungo il versante occidentale della collina su cui sorge Montalbano Jonico sono stati condotti studi che hanno permesso di ricostruire in dettaglio la storia dell’evoluzione di questo che un tempo era il fondale di un paleomare.

Proprio per la particolarità geografica e la grande importanza scientifica dei Calanchi di Montalbano, la regione Basilicata ha deciso di tutelare quest’ambiente che offre una grande varietà di fauna e di flora e può considerarsi un vero museo a cielo aperto ricchissimo di fossili, formando nel 2011 la “Riserva regionale del Calanchi di Montalbano Jonico”.

Quest’area rappresenta un luogo unico al mondo per gli aspetti geografici e paleontologici. Vi è la presenza di campi coltivati circondati da piccoli boschetti di macchia mediterranea,pini e cipressi che rappresentano un ambiente unico, proprio come quello del geosito di “Tempa Petrolla” che è uno sperone isolato di roccia che si innalza in un mare di argilla.

Come detto prima quest’ambiente è ricco di una grande varietà di fauna e flora. Per quanto riguarda la fauna che è più ricca di quanto il paesaggio lascia pensare, ospita molte specie di animale a partire da quelli più piccoli come ricci, rettili, rane, faine e volpi fino ad arrivare ai lupi, mentre per gli animali che abitano il cielo vi è riconosciuto proprio un merito a causa del grande varietà di uccelli che vivono in questo ambiente, tanto da essere riconosciuto a livello mondale come I.B.A (Important Bird Area).

Mentre per quanto riguarda la flora, questo particolare ambiente dei Calanchi ha selezionato un vegetazione tipica che si è adattata alle difficili condizioni climatiche e pedologiche, comprendendo anche autentiche rarità botamiche. Due piante importanti meritano di essere ricordate perchè, pur essendo state introdotte dall’uomo in tempi relativamente recenti, si sono perfettamente naturalizzate, tanto da diventare parte integrante del paesaggio: si tratta del Fico d’india e dell’Agave entrambe originarie dall’America centrale ed introdotte in Europa dagli spagnoli.

Un altro elemento essenziale di questa riserva sono i vari sentieri e piste che attraversano la Riserva e prendono il nome di “Appiett“. Per la natura del territorio esse si snodano lungo percorsi particolarmente panoramici e suggestivi, che spaziano lungo la valle dell’Agri, del mare Jonio fino alle montagne del parco del Pollino.  Altre invece attraversano la Riserva e rappresentano oggi degli splendidi sentieri per gli escursionisti.

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