Craco Vecchia: territorio variegato e atmosfera surreale

Craco: il più suggestivo borgo medioevale della basilicata

La ‘città fantasma’ visitata da tutto il mondo

Craco svetta sulla roccia, a metà strada tra l’Appennino Lucano e il Mar Ionio, tra i monti e il mareLa prima testimonianza relativa al nome del paese risale al 1060 come “Graculum”, “piccolo campo arato.

Le prime tracce umane nel territorio di Craco sono state rinvenute in località Sant’Angelo, mentre nel X secolo diviene insediamento di monaci italo-bizantini. A fare la storia del paese è però la frana del 1963 che costrinse la popolazione ad abbandonare le proprie case per trasferirsi a valle, in località “Craco Peschiera”

Una volta varcato l’enorme cancello, lungo un viale in pietra ha inizio il percorso verso Craco e più ci si avvicina più sembra di sentire ancora le voci della gente che lo ha abitato, i rintocchi delle campane delle chiese che lo hanno animato e che nonostante oltraggiate la frana, hanno comunque mantenuto intatta la loro storia. Ci si imbatte poi nel palazzo Carbone, edificio della fine del quattrocento, con un ingresso monumentale. Nel Settecento, il palazzo fu rinnovato ed ampliato. Proprio accanto a quello che un tempo era Palazzo Maronna svetta il torrione che domina il paese e che la gente del posto chiama “castello”, di cui si conservano ancora l’originale portale d’ingresso e la torre con splendide finestre. Affacciati ad una finestra del bastione si possono ammirare sconfinate praterie e i famosi calanchi.

Il convento francescano con annessa chiesa di San Pietro Principe degli Apostoli sono stati costruiti intorno al 1630 e fuori dalla cinta urbana. Della chiesa è rimasta in piedi solo la zona absidale. La chiesa madre dedicata a San Nicola vescovo presenta un ingresso monumentale, maestoso è anche il campanile, realizzato su tre ordini e coperto da una cupola estradossata a sua volta sormontata da maioliche e da un campanile a vela.

A nord di Craco vecchia sorge la chiesa della Madonna della Stella (prima metà del XVII sec.). Oggi si può ancora notare l’altare maggiore, in marmo intagliato intarsiato (1909), mentre tra la navata e il presbiterio si trova una cancellata in ferro battuto. La facciata principale esterna presenta una porta in legno intagliato (metà XIX sec.).

Ad oggi è visitabile circa il 30% del centro storico ma si punta al 50% nei prossimi anni. Craco è visitabile previa prenotazione presso la Mediateca comunale. Si visita la città fantasma in gruppi e con una guida, sia per ragioni di sicurezza che per tutelare l’integrità del borgo, tutti i giorni dalle ore 09:00 fino all’imbrunire.

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